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Articoli

00° ikebana scuola Ohara

01° Preambolo e Introduzione

02° concetto di forte e debole

03° il vuoto nell’ikebana

04° peso ottico dei vegetali

05° relazione fra ikebana e ambiente

06° ikebana e buddhismo zen

07° il roppo o sei princìpi di HSIEH HO

08° credenze, superstizioni, pratiche magico-religiose e ikebana

09° feng-shui e ikebana

10° etica dell’ikebanista/Ka-dō

11° Tenno donne del Giappone

12° la nascita dell’ikebana secondo la tradizione

13° la nascita dell’ikebana secondo le fonti storiche

14° nageire o heika

15° origine simbolica dell’ikebana: tao e shinto

16° hongatte/di-destra e gyakugatte/di-sinistra: introduzione

17° composizione di-destra e di-sinistra

18° importanza di conoscere le opere artistiche giapponesi

19° i kata nell’ikebana/Ka-dō

20° il decalogo dell’ikebanista che coglie i vegetali

21° SHIN, GYŌ, SŌ

22° Influsso del buddhismo sulla struttura dell’ikebana

23° Tai-ji e scuola Ikenobō

24° lo shintoismo e l’ikebana: dal rikka allo shōka e seika

25° omote e ura dell’ikebana

26 °caratteristiche zen delle arti tradizionali giapponesi, ikebana incluso mono no aware, yugen, wabi-sabi

27° buddhismo zen e ikebana

28° sumo e ikebana

29° visione orientale della bellezza

30° l’asimmetria nell’ikebana

31° haiku e ikebana

32° l’ikebana e la storia: dal periodo Asuka al Kamakura

33° l’ikebana e la storia: periodo Muromachi e Azuchi-Momoyama

34° l’ikebana e la storia: periodo Edo

35° ikebana e la storia: era Meiji (1868 – 1912), Taisho (1912-1925) e Showa (1926-1989)

36° introduzione storica alla composizione Bunjin: i Letterati

37° origine mitologica del Giappone

38° il simbolismo dei vegetali

39° suiseki e ikebana

40° morimono, ikebana, suiseki e…………… altro

41° composizioni rimpa: introduzione

42° rimpa: scuola di Koetsu e Sotatsu

43° rimpa: scuola di Ogata Korin e Ogata Kenzan

44° rimpa: scuola di Hoitsu e Kiitsu

45° gli iemoto Ohara

46° il tè e l’ikebana

47° i cestini nell’ikebana – cerimonia del tè -Chanoyu-, prima parte

48° i cestini nell’ikebana – cerimonia del tè, seconda parte

49° i sostegni nell’ikebana

50° lingua giapponese

51° ikebana specchio delle stagioni

52° genesi ed evoluzione dello Stile -Che si riflette nell’acqua-

53° dall’ikebana…. …….alla cucina… …alla tecnica fotografica

54° evoluzione dell’ikebana nella lettura dei kanji

55° ikebana kadō

56° i sei kaki di Mu Qi

57° vasi raku

58° l’importanza di un punto di crescita unitario della composizione

59° stagionalizzazione della natura

61° la camelia nella cultura giapponese e nell’ikebana

63° wu xing (cinque agenti) e ikebana

64° ikebana e triade buddhista

65° “errori da evitare”

66° Il sentimento delle stagioni nei paraventi giapponesi dipinti

67° simbolismo della composizione ikebana nel suo insieme

vedi prima art. 30° -asimmetria nell’ikebana-

Nella cultura tradizionale giapponese, e quindi anche nell’ikebana, prima dell’occidentalizzazione  i numeri dispari, poiché yang, erano preferiti ai numeri pari, ritenuti yin ( ricordando che il 2 è l’unico numero pari accettato poiché considerato la somma di yang + yin); di solito nelle composizioni si usano 3 o 5 elementi ed è interessante notare che, in generale, il numero 3 è frazionato in 2 + 1 mentre il numero 5 è frazionato in 3 + 2 :

3 = 2 + 1                                           5 = 3 (2+1)+ 2

 

 

 

 

Quando si usano tre fiori, di solito due vengono raggruppati e sono più vicini al centro della composizione mentre uno è tenuto più lontano come ad esempio in queste composizioni  della Scuola Ohara

 

Hana-isho, forma elementare

Moribana,stile obliquo

 

3 = 2 + 1

 

i  fiori del gruppo di 2, che appaiono molto vicini visti frontalmente, in realtà non lo sono, come si vede dalla foto laterale della composizione in cui il fiore corto misura circa la metà di quello a cui appare vicino

 

 

Moribana stile Alto  con -Fascia di Colore- in cui le 3 celosie rosse sono raggruppate  2 + 1

 

tutte le foto Scuola Ohara

 

Moribana stile Alto

N.B 1: nei due Stili del Moribana della scuola Ohara più usati (Alto e Obliquo) e più legati all’origine storica dell’ikebana, le inserzioni dei tre elementi principali sono pure suddivise in 2 + 1 ossia  (2) shu e fuku, più vicini + (1) kyaku più lontano, come è ben visibile in questi esempi di Moribana stile Alto e stile Obliquo       vedi art. 15°

 

 

 

N.B 2: oltre che apparire otticamente suddivisi in 2 + 1 , anche le inserzioni  dei 3 fiori, che di solito formano il gruppo kyaku negli stili Alto e Obliquo, sono suddivise in 2 + 1 come è evidente in questo esempio di Moribana stile Alto in cui il crisantemo giallo kyaku e suo ausiliare basso sono inseriti vicini nel kenzan anteriore mentre il suo ausiliare alto è inserito più distante, davanti a shu

Questo modo di associare tre o cinque elementi è comune con le arti figurative;  ecco alcuni fra i numerosi esempi con 3 elementi:

trittico di Toyohara Kunichika (1835 – 1900) in cui i tre ombrelli sono riuniti 2 + 1

 

per evitare la  monotonia, quando è possibile, la suddivisione 2 e 1 del gruppo non corrisponde alla suddivisione 2 e 1 delle forme o colori perciò un elemento nel gruppo di 2 è simile a quello singolo mentre l’altro è differente: fiore in boccio nei gigli di Koson, colore chiaro nei kaki, gru bianca di Okyo e pipistrello piccolo.

 

 

Tomizo Saratani (1949 – )

Seite Watanabe (1851-1918) Uccello e kaki

 

 

  

anche in questo famoso disegno di Sengai

i tre elementi sono suddivisi in 2 + 1 (lettura da destra a sinistra)

con cerchio e triangolo  color nero e  parzialmente sovrapposti

differenti dal quadrato color grigio e più separato dai due

 

 

anche in questo tsuba rappresentante i tre Saggi (Buddha, Confucio, LaoTse) che provano l’aceto, la disposizione 2 + 1 è evidente

 

 

in queste tre ante di un paravento

di Kano Tan’yu (1602-1674)

le 3 chiome del pino sono suddivise in 2 + 1

 

 

Questa ripartizione del 5 in 3+2 la ritroviamo pure nella disposizione del cibo nella cucina kaiseki

 

In questo disegno, tratto da un libro d’ikebana in cui si raccomanda il mettere dell’acqua zuccherata all’interno dei calici dei fiori delle camelie per evitarne l’improvvisa caduta, è evidente la distribuzione delle foglie in 5 e 3 con l’ulteriore suddivisione del 5 in 3 + 2 e il 3 in 2 + 1

 

Anche in questo disegno la cortigiana ha in mano 5 camelie suddivise in 3 (2 piccole + 1 grande) + 2 (1 grande + 1 piccola)

 

Anche nell’ikebana i tre fiori vengono raggruppati in 2 + 1 ma sempre della stessa specie e colore, differenziati fra di loro seguendo un concetto diverso: vedi articolo 56° -i sei kaki di Mu Qi

 

 

 

 

Quando ci sono 5 fiori, di solito, l’associazione è   3 + 2

come vediamo nella -Fascia di Colore- di questi due Moribana in cui i 5 garofani e le 5 celosie sono raggruppati   in 3 + 2

modo che ritroviamo, ad esempio in questo disegno di Koson in cui il gruppo di 5 aironi è differenziato in 2 col collo teso e 3 col collo piegato

 

5 = 3 + 2

 

 

nel disegno, Passeri e salice di Hokusai, ritroviamo lo stesso schema di distribuzione  3 + 2 sia nei due gruppi di uccelli (3 bianco/neri + 2 neri) ma, distribuiti in modo differente, anche nei colori (3 neri + 2 bianchi).

 

Stessa suddivisione nei fiori del  disegno Iris e falena di Kiitsu (la parte alta del disegno con la falena è stata omessa): in alto un gruppo di 5 (suddiviso in 3 aperti + 2 chiusi  ma in modo differente nei colori, 3 chiari + 2 scuri) e in basso un gruppo di 3 ( 2 aperti + 1 chiuso e, in modo differente, nei colori)

 

Katsushika Hokusai (1760-1849)

 

   

interessante notare come il gruppo di 3 sia suddiviso a sua volta in 2 + 1 ossia le due donne sono unite poiché tengono la tela, due uccelli in volo più vicini in Koson, due anatre a terra col collo teso, due pesci piccoli più vicini, due melograni col pappagallo in Keinen, due daini visti da dietro rispetto ad uno visto davanti in Kasamatsu.

 

anche nel dipinto di Kasamatsu la distribuzione delle suddivisioni 3 + 2 dei due gruppi non si sovrappone alla suddivisione 3 + 2 dei 3 daini visti da dietro + 2 visti davanti.

 

in questa foto eseguita al computer e che ha ricevuto un premio nel 2012 ritroviamo la stessa distribuzione tradizionale 5 = 3 (2+1) + 2

 

 

 

 

Per l’ikebanista Ohara è interessante notare che la suddivisione 3 = 2 + 1  e  5 = 2 + 3 la si ritrova nella disposizione delle foglie di Iris (hagumi) nel gruppo frontale ( che indica la stagione: 5 in Primavera e 3 in Estate) nei Paesaggi Tradizionali:

Primavera: 5 = 3 + 2
2 foglie “grandi” + 3 foglie “piccole”
(le 3 foglie piccole suddivise ulteriormente in 2 davati e 1 dietro)

Estate: 3 = 2 + 1
2 foglie “grandi” + 1 foglia “piccola”

 

 

Nell’emakimono di Kano Sanraku (1559-1635) , intitolato cento camelie, ritroviamo frequentemente la suddivisione 5 = 3 + 2 e 3 = 2 + 1

 

 

 Questa ripartizione del 5 = 2 + 3 la ritroviamo ancora nella disposizione del cibo:

 

sul tavolino ci sono3 contenitori rotondi + 2 oggetti allungati (vasallame + bacchette)

 

e in molte altre situazioni come in queste immagini su scatole di fiammiferi che, con piccole variazioni, ripetono il tema della suddivisione  3 = 2 + 1 e 5 = 2 + 3; in tutti questi disegni è evidente la gerarchia, simile a quella dell’ikebana, sia nella disposizione di 3 elementi che in quella con 5 elementi in cui ai 2 elementi più importanti (simili a shu e fuku) sono associati tre elementi meno importanti (simili ai tre ausiliari del gruppo shu-fuku)

 

 

 

 

 

 

Nell’ikebana,

contrariamente alla maggioranza degli esempi dei dipinti mostrati sopra,  i 5 fiori sono suddivisi 2 + 3  ma tutti e cinque i fiori sono della stessa specie e colore, senza (o con poca, vedi art. 56°) differenziazione fra di loro.

 

 

 

Questo modo di frazionare i numeri dispari   3 = 2 + 1 e    5 = 3 + 2 lo ritroviamo nella disposizione delle 3 o 5 foglie di acero nelle composizioni autunnali  -Foglie di acero cadute- ( vedi artcolo  59° )

 

Foglie di acero cadute-

 

 

da notare anche la suddivisione 2 + 1 dei tre gruppi di crisantemi gialli

 

come pure i tre frutti gialli rotondi in questo morimono

o nei 5 crisantemi gialli di questo Rimpa

in cui è evidente la suddivisione dei crisantemi nei due gruppi

 

(2 + 1 =) 3 + 2 = 5

 

molto probabilmente questo modo di disporre 3 o 5 oggetti deriva dalla tradizione di disporre le rocce, a sua volta derivante dalla triade buddhista associata al taoismo ( vedi articolo 39° -suiseki e ikebana_)

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“il nuovo si aggiunge al vecchio senza soppiantarlo”

 

particolare di un’illustrazione del 12° sec. del Genji monogatari

con 5 pini, suddivisi 3 + 2 , disegnati su un fusuma

 

 anche in questo paravento di uno degli ultimi esponenti dello stile rimpa, Kamisaka Sekka (1866–1942), gli unici tre iris bianchi sono suddivisi in 2 + 1 e inoltere è evidente la transitorietà nella schiusura differente dei tre fiori  vedi Art. 22°

 

foto pubblicitaria di bambole giapponesi che mostra l’attualizzazione delle regole esposte in cui le 5 bambole sono suddivise in 3 + 2 con le 3 grandi suddivise ulteriormente in 2 + 1

 

 

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